L'Ottocento in musica
A cura di Marco Croci
Pagliacci di Ruggero Leoncavallo (1857-1919)
verso la fine degli anni '80 dell'Ottocento inizia a manifestarsi l'interesse per l'ispirazione al vero, con l'intenzione di rappresentare sul palcoscenico avvenimenti in modo realistico. Il Verismo prende piede anche nella musica. Scrive Ruggero Leoncavallo nel Prologo dell'opera Pagliacci (Milano 1892) che: "L'autore ha cercato invece pingervi uno squarcio di vita; gli ha per massima sol che l'artista è un uom. E che per gli uomini scrivere ei deve, ed al vero ispiravasi".
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Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni (1863-1945)
Cavalleria rusticana (Roma 1890) di Pietro Mascagni è tratta dall'omonima novella di Giovanni Verga. Ambientata in Sicilia, Cavalleria è una storia di tradimenti, offese nell'onore ed un duello nel quale muore compare Turiddu, il protagonista maschile. Opera molto breve (dura poco più di un'ora) viene spesso rappresentata in coppia con Pagliacci di Leoncavallo, anch'essa non molto lunga. Con Cavalleria il giovane Mascagni vinse il concorso di composizione indetto dalla casa musicale Sonzogno, col quale l'editore cercava nuovi talenti da pubblicare. Va detto che, forse anche a causa delle "attenzioni"durante il regime fascista, Cavalleria ancora oggi è praticamente l'unica opera di Mascagni rappresentata regolarmente nei teatri: gli altri titoli di questo autore sono stati via via quasi tutti dimenticati e raramente eseguiti.
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Iris (1908)
dell'opera Iris è rimasto famoso solo l'inizio del primo atto, che si apre con coro, un immaginifico Inno al sole. Il brano fu ampiamente sfruttato dal regime fascista come brano di apertura nelle grandi adunate, ma fu in qualche modo riabilitato nel 1960, quando venne scelto come sigla ufficiale delle trasmissioni televisive delle Olimpiadi di Roma.
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